L’arrivo di dicembre nelle zone terremotate del Marocco
Il lavoro dell’équipe CEFA continua a plasmare un futuro di speranza nelle zone devastate dal terremoto dello scorso settembre in Marocco. In queste prime settimane di dicembre, abbiamo concentrato i nostri sforzi nel cuore del douar di Wamast, nella provincia di El Haouz, dove i bisogni in termini di tende e kit familiari rimangono elevati.
Rachid ci racconta:
“Molte famiglie temono ancora che le case rimaste a metà possano crollare e causare nuovi danni. La priorità rimane quella di mettere in sicurezza le persone all’interno delle tende, garantendo loro un luogo quanto più dignitoso, accogliente e rispettoso della privacy familiare e individuale”
Il villaggio si è animato durante lo scarico del materiale da distribuire e il montaggio delle tende, con ogni individuo che ha contribuito in modo unico, un entusiasmo che ci viene raccontato da Giorgia.
“L’entusiasmo e il desiderio di collaborare erano palpabili, coinvolgendo anche i bambini che, curiosi, osservavano l’attività in corso. I momenti di svago con i più giovani hanno creato un legame autentico, abbiamo riso, condiviso emozioni e instaurato così un rapporto di fiducia reciproca. L’invito delle persone più anziane a bere un the è stato un gesto significativo, un modo per stabilire connessioni genuine e per conoscersi a livello umano”


Nella stessa settimana, abbiamo esteso la nostra attività al douar limitrofo di Tizi, in modo da poter programmare delle distribuzioni anche lì. La cooperazione tra i due douars è stata straordinaria, evidenziando un sentimento di comunità e vicinanza senza precedenti. L’installazione di circa 10 tende al giorno, insieme alla sostituzione di quelle danneggiate, ha consolidato non solo la struttura fisica del campo, ma anche il tessuto sociale tra le persone.
“L’incontro con i rappresentanti dei douars all’ultimo giorno è stato toccante, poiché hanno espresso gratitudine non solo per i beni distribuiti ma anche per la possibilità di ricomporre conflitti sorti dopo il terremoto. La ripartizione equa dei beni e la collaborazione nell’obiettivo comune di consegnare un luogo di dimora sicuro e dignitoso hanno riappacificato le due comunità”


Le tende distribuite hanno ottenuto un notevole apprezzamento, le persone che si sono mostrate soddisfatte delle loro dimensioni e della loro resistenza superiore rispetto ad altre già presenti sul campo, considerando soprattutto la preoccupazione per l’arrivo imminente di pioggia e neve. Rachid racconta:
“Una sera c’è stato molto vento e la mattina successiva, quando siamo
tornati sul campo, è stato gratificante sentire che le persone si erano sentite al sicuro nelle tende, nonostante tutto. Questo è stato un momento di grande soddisfazione, perché ha significato che tutti e tutte insieme stavamo facendo un buon lavoro”


Molte famiglie hanno dedicato tempo ed energie a personalizzare le tende, trasformandole in veri e propri rifugi accoglienti arricchiti da divani e televisori. Questo sforzo mira a ristabilire un legame con la quotidianità, sfidando l’eccezionalità delle circostanze, come ci spiega Giorgia.
“Contemplare gli interni delle tende, animati da colori vibranti, suoni accoglienti e la presenza di comunità attive, ha suscitato in noi un profondo respiro di sollievo, confermando la validità del nostro impegno nel rendere gli spazi non solo funzionali, ma anche riconcilianti e vivaci”


Al contempo, anche l’intervento nella provincia di Taroudant sta portando i suoi frutti. In queste settimane altre 40 tende e 135 kit familiari sono stati distribuiti. In questo caso, fondamentale è stato il ruolo di Abdellah, nostro agente sul campo, che ha gestito l’intervento insieme a giovani membri di un’associazione locale.
I bisogni sul terreno sono ancora molteplici, ma CEFA sta lavorando intensamente per raggiungere le persone prima dell’inizio della stagione più rigida e del prossimo arrivo della neve. Il nostro lavoro sul campo proseguirà nelle prossime settimane con nuove distribuzioni e la realizzazione di attività mirate a contribuire alla sicurezza e al benessere della popolazione marocchina. Nel frattempo, possiamo ritenerci pienamente soddisfatti e soddisfatte dei traguardi raggiunti in queste recenti settimane, soprattutto considerando i feedback positivi ricevuti dalla comunità locale. La bellezza di condividere sforzi e soddisfazioni ci conferisce la forza necessaria per perseverare e dare il massimo, continuando a portare il nostro contributo sul campo.
Il lavoro fatto fino ad ora è stato possibile grazie al sostegno dei nostri donatori e delle nostre donatrici, e al contributo di Prosolidar, International Medical Corps, ECHO e WeWorld, membro di ChildFund Alliance.


