In Kenya apre la clinica per la giustizia della terra
Per poter coltivare un terreno, avere una casa, occorre la garanzia di poter accedere in sicurezza alla terra. Di sapere che non si verrà cacciati via.
In Kenya, nella contea di Kwale, per molte persone non è sempre stato così: intere comunità che vivevano su queste terre da secoli sono state cacciate e derubate per poter lasciar spazio allo consumo, per costruire resort di lusso sul mare o affitti brevi per turisti internazionali. Dalle leggi coloniali in poi i titoli fondiari, legittimi e non, vengono spesso venduti e comprati attraverso cavilli legali o prepotenza dei potenti, con frequente complicità della politica. A pagarne il prezzo sono le comunità più vulnerabili.
All’interno del progetto Kujenga Amani, finanziato dall’Unione Europea, CEFA sostiene sette organizzazioni locali in Kenya, per realizzare interventi nelle comunità. Con una di queste, l’organizzazione Smart Move CBO, lavoriamo proprio in questo contesto: per sostenere un giusto accesso alla terra ai gruppi più vulnerabili della contea di Kwale.


In una madrassa semi abbandonata a Kinondo-Mwabungo abbiamo per questo organizzato una Land Legal Clinic, un luogo in cui supportare le vittime di land grabbing con la nostra squadra di avvocati e paralegali. La clinica ha aperto a metà novembre, fornendo consulenze completamente gratuite sul diritto della terra, su dispute civili e questioni familiari. Il supporto degli avvocati ha inoltre fornito accesso ad alcuni servizi pubblici essenziali, come potersi registrare per il voto o servizi per i documenti d’identità. Un tentativo di portare diritti e protezione un po’ più da vicino a chi ne ha più bisogno, in particolare ai nuclei familiari vulnerabili, tra cui donne, vedove, giovani.
In quell’occasione abbiamo potuto vedere e toccare con mano quante sono le dispute legate alla terra, quanto gli abusi lascino una scia di sfollamento, rabbia e rassegnazione. Per questo era importante che le persone venissero ascoltate: per trovare un sistema capace di adattarsi a loro, di proteggerle e supportarle invece che schiacciarle.


«Nel lavorare con le persone giovani, dobbiamo prestare particolare attenzione alla diffusione di un’effettiva pratica di trasmissione delle conoscenze, invece che dei traumi generazionali» dice un avvocata della clinica.
La giustizia della terra non è solo un tema di accesso e tutela: riguarda anche la trasmissione di competenze, conoscenze, identità, dignità. Significa compiere una trasformazione reale per recidere i fili generazionali dei conflitti, del dolore e del silenzio. Per questo occorre creare ambienti dove i giovani ereditino opportunità, chiarezza e responsabilità, invece di ferite generazionali.

