Progetti

Un chicco di caffè per il futuro del Kenya

27/10/2023

    Il 26 ottobre, a Nairobi, in Kenya, si è tenuto l’evento “Seed to cup”, un incontro per celebrare i risultati del progetto Arabika e raccontarne le caratteristiche principali. Arabika, Action to Relaunch Agriculture and Branding Internationalization of Kenya coffee in and out of Africa, nasce dalla cooperazione tra il Governo Kenyota e l’Italia e si occupa della produzione di caffè, settore produttivo fondamentale per l’economia del paese e coinvolge le contee di Kiambu, Muranga, Nyeri, Embu, Meru, Machakos e Bungoma.

    Il progetto, finanziato da AICS e realizzato da CEFA  in collaborazione con la Fondazione AVSI e Fondazione E4Impact, coinvolge 7 contee, per un totale di 30mila caffecultori, 21 cooperative di produttori di caffè, e si pone l’obiettivo di migliorare il reddito familiare delle famiglie dei produttori di caffè e incrementare le opportunità lavorative nel settore.  Ad oggi, sono 6 i laboratori di caffè ristrutturati e uno in ristrutturazione, a cui sono stati dati in dotazione dei macchinari innovativi; i laboratori e le attività di formazione hanno coinvolto vari aspetti legati alla produzione del caffè: dal lavoro sul campo, la manutenzione dei macchinari e le attività di management, i beneficiari e le beneficiarie hanno avuto l’occasione di confrontarsi e apprendere i migliori espedienti per migliorare la produzione del caffè.

    Attraverso l’adozione di tecniche resilienti al cambiamento climatico e a basso impatto ambientale, come le tecniche di compostaggio, i caffecultori hanno la possibilità di aumentare la loro produzione. Un altro importante aspetto è il branding, quindi come il prodotto viene presentato sul mercato per rimarcarne la provenienza; in questo senso, il progetto ha previsto la creazione di una piattaforma web che possa connettere le 7 contee e possa fornire agli acquirenti tutte le informazioni sulla storia produttiva del caffè. Arabika sta raggiungendo grandi traguardi anche per ciò che riguarda il mercato: dalla presentazione alla Fiera Internazionale del Commercio di Nairobi, alla futura partecipazione all’esibizione SIGEP a Rimini, la visibilità del caffè è sempre maggiore. Come ha raccontato Alberto Moia, responsabile CEFA del progetto:

    “Nel terzo anno di progetto buona parte del lavoro sarà sulla registrazione e formalizzazione dei brand e sulla commercializzazione, aiutati dalla piattaforma digitale. Allo stesso tempo, continueranno le formazioni sul coffe cupping, l’agricoltura e la governance.”

    L’entusiasmo per questi risultati raggiunti è stato il sentimento comune emerso durante l’evento, a cui hanno anche partecipato il governatore Kenneth Lusaka, il capo dell’ufficio del vicepresidente George Mcgoey e Giovanni Grandi, titolare di sede dell’ufficio regionale di Nairobi Aics.

    “Guardando a ciò che stiamo facendo e il modo in cui lo stiamo facendo, sono davvero molto contento del lavoro fatto fino ad ora. Come potete notare, l’iniziativa coinvolge diversi componenti (…) e l’obiettivo era veramente quello di migliorare la quantità della produzione, di migliorare la qualità della produzione, creando un brand utile a riconoscere questa qualità e aggiungerci valore. Coinvolgendo una nuova generazione di produttori, perché questo è uno dei maggiori problemi che abbiamo visto nel settore del caffè: l’età avanzata dei contadini e la non abilità di attrarre giovani nell’agricoltura. (…) Migliorando la quantità, migliorando la qualità, migliorando il brand, migliorando l’accesso al mercato, si raggiunge un’apertura alle generazioni giovani. “ Giovanni Grandi

    Anche dal punto di vista economico, l’impatto del progetto coinvolge molteplici aspetti, dal miglioramento della qualità al coinvolgimento di giovani e donne, fondamentale per creare una realtà più inclusiva.

    “Italia e Kenya lavorano insieme da tempo (…) ma di questa cooperazione sul caffè sono molto grato. Il progetto Arabika ha recentemente mostrato la capacità di costruire insieme. È un asset nazionale e noi saremo i leader: questo è qualcosa di sostenibile, ciò che abbiamo fatto è un seme piantato e ci assicureremo che cresca. Siamo grati per questo, riconosciamo ciò e sappiamo gli sforzi messi dal governo del Kenya in questo settore produttivo (…) e siamo consapevoli che su questo mercato dobbiamo continuare a lavorare.” George Mcgoey

    Questo progetto ci riempie di orgoglio e soddisfazione e ci ricorda il ruolo fondamentale della cooperazione e della collaborazione nell’affrontare le crisi del nostro tempo, crisi che colpisce in maniera particolare il Corno d’Africa. Secondo i dati di settembre dell’UNHCR, 2.8 milioni di persone soffrono a causa di acuta insicurezza alimentare; la presenza di forti piogge ha provocato la distruzione di case, terreni, che hanno reso ancora più vulnerabile la fascia di popolazione più povera, le donne e i bambini. Secondo quanto riportato nel report, 946 mila bambini e bambine tra i 6 mesi e 5 anni soffrono di malnutrizione; insieme all’assenza di cibo che contenga i nutrienti necessari per sostenere la loro crescita, i bambini e le bambine “subiscono” la malnutrizione delle madri: sono 145 mila le donne in stato di gravidanza o in allattamento che non assumono cibi dai valori nutrizionali necessari.