Inclusione e cooperazione: la ricetta perfetta per andare lontano
«Vorrei ringraziare lo staff del centro Yombo, per il percorso che abbiamo condiviso insieme, è stato un piacere lavorare insieme, abbiamo lavorato bene mostrando impegno; sono grata e felice di essere qui oggi e di essere parte di questo importante progetto»

Con queste parole Chiara Maridati, project manager CEFA del progetto SHINE, conclude il suo discorso alla cerimonia di inaugurazione del laboratorio di food production e del negozio del centro YOMBO. La cerimonia, tenutasi il 28 novembre 2024 presso il centro di Dar Es Salaam, è stata una preziosa occasione per raccogliere i frutti dei lavori dell’ultimo anno e celebrare il lungo rapporto che lega il CEFA al centro.
Insieme a Chiara e lo staff CEFA che ha lavorato al progetto, erano presenti Paolo Razzini, team leader dell’AICS Tanzania, Joyce Maongezi, rappresentante del Prime Minister Office of Labour, Youth Employment and People with Disabilities di Dodoma, Valentina Decaro, di Comunità Solidali nel Mondo, la direttrice del centro, Salome, e Mr Bomboza, dall’associazione delle persone con disabilità In Tanzania.


La giornata si è aperta con una visita ai laboratori del centro che hanno ricevuto macchinari nuovi, grazie ai finanziamenti AICS, e che hanno permesso agli studenti e alle studentesse di poter imparare attraverso strumenti nuovi, tecniche di cucito e falegnameria. Questi corsi sono tenuti da docenti che, a loro volta, hanno ricevuto un corso di formazione specifico sull’adozione di un metodo di insegnamento inclusivo, privo di ogni tipo di barriera, che mette al centro il ragazzo e la ragazza e le sue necessità.


Subito dopo questa breve visita, c’è stato l’ufficiale taglio del nastro del nuovo centro di produzione alimentare, un luogo che permetterà ai ragazzi e alle ragazze di cimentarsi in corsi di cucina, sfruttando strumenti nuovi e accessibili. Insieme a questo nuovo laboratorio è stato inaugurato un piccolo shop, che grazie alla sua posizione strategica, contribuirà alla sostenibilità finanziaria del centro.
«Quindi abbiamo identificato questa struttura, che inizialmente era senza connessione elettrica o idrica. In settembre 2023 ha avuto inizio la ristrutturazione, che abbiamo completato totalmente, dal tetto, al pavimento, con la connessione all’energia elettrica, forniture idriche e abbiamo rinnovato per fare in modo che siano ambienti accessibili a tutti e a tutte, anche con la sedia a rotelle. Inoltre, abbiamo voluto aggiungere un piccolo negozio, approfittando della sua posizione strategica che può attirare i clienti che vengono da fuori, essendo vicino alla strada principale.» Chiara Maridati


La mattinata, scandita dagli interventi degli ospiti, si è conclusa con il taglio della torta preparata dagli studenti e le studentesse del laboratorio, ed il ringraziamento di Joyce Maongezi:
«Vorrei ringraziare per gli sforzi fatti, ci aspettiamo che siate con noi, non allontanatevi da noi. Quando venite a supportarci, siate con noi. E anche lo staff Yombo, ci piacerebbe ringraziarvi, per quello che fate con noi, per i nostri giovani con disabilità, grazie molte.»



La giornata è poi proseguita con la cerimonia della consegna dei diplomi degli studenti e delle studentesse che, dopo due anni, hanno concluso i loro studi. Un momento di festa che, come detto da Paolo Razzini, ci ha dimostrato il prezioso valore della cooperazione:
«Mi piacerebbe anche dire, dato che siamo fratelli e sorelle, che in Swahili c’è un modo che esprime al meglio questo concetto, che tradotto è “insieme possiamo avere un impatto”. Mi piacerebbe dire che c’è un altro proverbio africano che mi piace molto, che dice: se vuoi andare solo vai veloce, ma se andiamo insieme andiamo più lontano. E questa è l’essenza di questo progetto. Grazie mille.»

A questi ragazzi e a queste ragazze, che nei due anni appena trascorsi hanno imparato, conquistato, sbagliato, gioito, pianto e condiviso, auguriamo che il futuro sia luminoso. Tutti e tutte abbiamo il diritto di gioire così dei nostri traguardi, abbiamo il diritto di sognare e avere ambizioni. L’inclusività è la chiave per ridare chiunque, su questa terra, il diritto di scegliere e, di conseguenza, di esistere.

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