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Mozambico: tra emergenza climatica e resilienza comunitaria

18/02/2025

    Il Mozambico sta attraversando un periodo di forte instabilità politica ed economica, aggravato da eventi climatici estremi come il recente Ciclone Chido, che ha colpito il paese il 15 dicembre 2024. Questo evento ha avuto un impatto significativo sulle comunità locali e sulle nostre attività di sviluppo rurale, empowerment femminile, distribuzione di latte nelle scuole e peacebuilding.

    Il Ciclone ha colpito principalmente la provincia di Cabo Delgado, devastando città come Pemba e Metuge. Secondo il World Food Program, il ciclone ha portato venti fino a 180 km/h e piogge torrenziali, distruggendo infrastrutture e lasciando senza elettricità gran parte della regione. Oltre 174.000 persone sono state colpite, con più di 35.000 abitazioni danneggiate o distrutte.

    Nelle nostre aree di intervento, che coinvolgono anche Metuge dove circa il 50% delle abitazioni sono state distrutte, si sono registrati gravi danni: a Mieze e Nalia il 95% delle scuole distrutte.

    Il ciclone ha fortemente compromesso le nostre attività, rendendo più difficile l’accesso alle comunità e causando danni alle infrastrutture agricole e sociali. Tuttavia, stiamo continuando le nostre attività di supporto, lavorando per fornire assistenza immediata e ripristinare le condizioni per la ripresa delle attività agricole. Nonostante le difficoltà la formazione delle donne nella gestione degli orti domestici, elemento fondamentale per migliorare la sicurezza alimentare e l’autosufficienza delle comunità locali, continua.

    Durante le lezioni, le partecipanti stanno imparando a conoscere il suolo e la sua composizione, studiando come la presenza di materia organica possa migliorare la fertilità. Una parte importante della formazione è dedicata alla pacciamatura, una tecnica che consiste nel coprire il terreno con materiali naturali per trattenere l’umidità e ridurre la crescita di erbacce. Le donne hanno anche appreso come combinare diverse colture nello stesso spazio, alternando cereali come mais, miglio e sorgo con legumi come il fagiolo Nhemba e la zucca, per arricchire il suolo e proteggere i raccolti dalle malattie. Maria ci racconta:

    «Grazie a queste lezioni ora ho capito che posso coltivare in modo più intelligente e ottenere più cibo per la mia famiglia senza dipendere sempre dalla pioggia»

    Un altro aspetto affrontato nei corsi è stata la protezione dell’orto dagli eventi climatici estremi. Per prevenire l’erosione del suolo causata dalle piogge intense, le donne hanno imparato a scavare trincee attorno agli orti per raccogliere l’acqua piovana e favorire la sua infiltrazione nel terreno. Inoltre, l’uso di barriere frangivento naturali, come il fagiolo boer, aiuta a proteggere le coltivazioni dai forti venti.

    Queste pratiche, semplici ma efficaci, stanno trasformando il modo in cui molte donne si prendono cura delle proprie terre, garantendo un futuro più sicuro per le loro famiglie e le loro comunità. La resilienza delle comunità mozambicane si mostra ancora una volta cruciale per affrontare le sfide future. È necessario un sostegno continuo per la ricostruzione delle infrastrutture, il miglioramento della sicurezza alimentare e il rafforzamento dei programmi di peacebuilding.

    Per ricevere gratuitamente la scheda con tutte le informazioni, scrivi a Dario all’indirizzo dario.denicola@cefa.ong