Istituzionali

In memoria di Gabriele Benatti

22/07/2025

    Gabriele Benatti fu insieme alla moglie Raffaella il primo volontario che il CEFA inviò in Africa, nell’agosto del 1978. Iniziava così, affidata a questa giovane coppia modenese, con un progetto di cooperazione internazionale allo sviluppo in Zaire (oggi Repubblica Democratica del Congo), a Basoko, presso una missione dei Padri dehoniani, la lunga storia del CEFA nei paesi tra i più poveri del mondo per uno sviluppo integrale delle comunità locali. 

    Gabriele e Raffaella, pionieri di questa prima esperienza, svolsero oltre due anni di servizio fino al dicembre del 1980, in un contesto davvero complesso, superando con singolare tenacia le numerose difficoltà, non solo logistiche, di una esperienza che rimase un fondamento per la loro vita e un arricchimento per il percorso iniziato dal CEFA. Di questa esperienza Gabriele mi parlava con sorprendente lucidità durante le visite periodiche che da un anno e mezzo a questa parete gli facevo, dopo che fu colpito dal male che l’ha condotto poi alla morte. Si è trattato di incontri per me molto edificanti, nei quali il riferimento all’esperienza di volontariato internazionale in Africa, avvenuta in gioventù, prendeva ogni volta il sopravvento. Il ricordo di quel periodo, lontano di quasi mezzo secolo, emergeva con sorprendente forza e chiarezza, nonostante tutto ciò avvenisse nella conversazione con una persona le cui competenze cognitive iniziavano ad essere compromesse. In quei momenti risultava evidente che quell’esperienza, vissuta con totale dedizione a un ideale di giustizia e di pace, fu determinate per la loro vita, restando un punto di riferimento a cui attingere anche nelle esperienze umane e professionali che occuparono poi la loro vita in Italia.

    In tutto questo mi rispecchiavo personalmente anch’io, che insieme a mia moglie feci un servizio analogo in Tanzania, un’esperienza che ancora oggi è la parte più significativa della nostra vita, capace anche di esercitare un suo contributo concreto ed efficace nelle esperienze e ruoli pubblici che successivamente la vita mi riservò. Rientrati dall’Africa, Gabriele fu per un decennio membro del Consiglio direttivo del CEFA e in particolare fu il responsabile della formazione dei volontari partenti, offrendo in totale gratuità un impegno di tempo e di responsabilità non comune. Dal 1989 fino alla pensione svolse con singolare impegno ed efficacia il ruolo di direttore dell’istituto Charitas a Modena, una struttura per disabili gravi.  Nel frattempo, ricevette il diaconato, occupandosi soprattutto di pastorale familiare e della disabilità. Tutta la sua vita fu all’insegna di una fede cristiana cristallina, da cui attingeva il significato delle cose che faceva con una coerenza che, sinceramente, ritengo totalizzante e che lo portava a coniugare con equilibrio l’impegno sociale concreto con la sua dimensione spirituale.

    Gabriele se ne è andato lasciando una bellissima famiglia di cinque figli a cui si aggiungono i nipotini, riuniti intorno a Raffaella. Non riesco ancora a immaginarla, Raffaella, da sola, senza il suo Gabriele, tanto è stata una cosa unica la loro vita, totalmente e unicamente insieme.  A Lei e a loro va un affettuoso abbraccio di tutto il CEFA, anche di coloro (e sono i più) che per ragioni anagrafiche non li hanno conosciuti o frequentati. Grazie di tutto Gabriele. Per me sei stato un esempio di amicizia davvero autentica e questo non accade sempre e neppure spesso. Infatti, sono gli eventi e le esperienze vissute insieme che consentono all’amicizia di avere certi connotati. L’impegno comune nel volontariato internazionale all’interno al CEFA ce lo ha consentito. Grazie ancora Gabriele.

    Francesco Tosi – Presidente CEFA