Testimonianze

Una cooperazione lunga trent’anni

29/07/2025

    Di Dario De Nicola

    Ci sono storie che meritano di essere raccontate. Quella che lega CEFA a un gruppo di volontari e tecnici delle province di Vicenza e Modena è una di queste. Più di trent’anni fa, insieme a loro, abbiamo realizzato interventi che all’epoca sembravano impossibili, considerata la complessità del contesto. Abbiamo costruito due centrali idroelettriche che ancora oggi forniscono energia pulita a migliaia di persone nella zona di Matembwe e Ikondo e anche un mangimificio. Ma la cosa davvero straordinaria è che questo rapporto non si è mai interrotto. Anzi, si è rafforzato nel tempo e ha permesso alle comunità locali, chiamate a gestire e manutenere queste strutture, di contare sull’assistenza tecnica, sul supporto logistico e sul sostegno finanziario di queste persone.

    Un sostegno che ha contribuito a fare del progetto di Matembwe/Ikondo qualcosa di cui essere orgogliosi, una storia di cooperazione dal basso, di territori lontani che trent’anni fa hanno avuto l’opportunità di conoscersi, dando vita a un legame forte, che continua ancora oggi. Una storia fatta di persone, di aziende, di comunità che hanno sentito la necessità di attivarsi per offrire opportunità a chi non ne aveva.

    E, nonostante il tempo passato, e il peso degli anni che per qualcuno comincia a farsi sentire, non è ancora arrivato il momento di incrociare le braccia.

    Nel 2024, grazie all’impegno instancabile di questi volontari e al supporto tecnico e finanziario di aziende come ZECO e fondazioni come Microsocial Foundation, lavorando fianco a fianco con tecnici e operai tanzaniani, abbiamo realizzato importanti lavori di messa in sicurezza e potenziamento della centrale di Ikondo.

    Due missioni, in cui quattro tecnici, provenienti da Vicenza e da Modena, per quattro mesi si sono alternati a Ikondo con l’obiettivo di rendere la centrale il motore per lo sviluppo di tutti i villaggi connessi alla sua rete di distribuzione. E nel 2025 l’impegno proseguirà, con un nuovo intervento sul mangimificio di Matembwe.

    Crediamo profondamente in questo modello di cooperazione “dal basso”, fatto di persone, comunità e territori che si incontrano, si riconoscono e decidono di mettersi in gioco insieme. Perché la cooperazione non è solo un trasferimento di competenze o risorse, è relazione, fiducia e continuità. Vogliamo costruire ponti dove prima c’erano distanze e dimostrare che ciascuno può contribuire, in modo concreto, a un cambiamento condiviso.