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In Etiopia le cooperative di donne sfidano le proprie difficoltà

30/07/2025

    In Etiopia da anni la crisi climatica sta colpendo il paese con precipitazioni pressoché assenti e siccità prolungate. I prodotti alimentari scarseggiano, anche a causa dell’impennata dei costi dei fertilizzanti chimici importati dall’Ucraina. Si stima che il 22% della popolazione sia in stato di malnutrizione.

    Di fronte a questo contesto molto complicato, a Wolisso, in Oromia, i lavori di sostegno alle cooperative di donne stanno proseguendo, ma i risultati purtroppo non sono sempre rosei quanto le attese e le speranze iniziali. La cooperativa Maty Bakery ad esempio, composta da 23 donne e specializzata nella produzione e vendita di pane, negli ultimi 5 mesi ha dovuto interrompere i propri lavori. La difficoltà a coprire gli alti costi fissi per l’affitto del locale e per le bollette elettriche non stanno permettendo alle socie di mantenere attiva una produzione economicamente sostenibile. Nonostante ciò, nessuna donna ha deciso di uscire dalla cooperativa e tutte quante sono motivate ad andare avanti: vorrebbero continuare a formarsi e imparare per essere autonome. Le opportunità ci sono: infatti la cooperativa negli ultimi mesi ha comunque registrato un aumento del capitale iniziale, che potrebbe reinvestire in parte, e la domanda di pane e derivati nel mercato è forte.

    Anche la cooperativa agricola Biftu Adamai Gotu ha dovuto affrontare varie difficoltà. Nonostante nei numeri le 22 socie iniziali siano aumentate a 27, grazie al crescente interesse attorno al gruppo alla coesione interna, un anno e mezzo fa la cooperativa ha dovuto interrompere buona parte dei suoi lavori. All’inizio le donne erano molto motivate e cariche, ma purtroppo alcuni macchinari agricoli hanno avuto problemi di malfunzionamento e gli elevati costi hanno impedito che si potessero riparare. Parte dei lavori della cooperativa non si sono tuttavia fermati, perché le donne continuano a lavorare nei campi, concentrandosi nella coltivazione di cereali di base, per fornire cibo alle proprie famiglie e alla comunità locale. I dati sulla coltivazione di mais, teff, grano e fagioli sottolineano che il potenziale è molto alto, e che se la produzione fosse a pieno regime la cooperativa potrebbe crescere in qualità degli alimenti e reddito per le proprie famiglie. Per far questo però, servirebbero più strumenti e formazioni.

    Le socie infatti hanno espresso il desiderio di imparare a fare manutenzione e riparazione dei macchinari, vogliono inoltre imparare a compostare, conoscere l’importanza della nutrizione e occuparsi della gestione finanziaria. Con qualche strumento in più, come setacci, confezionatrici, bilance, potrebbero finalmente rilanciare la produzione, tornare a vendere i loro prodotti e migliorare i propri ricavi così da comprare quei beni alimentari che permetterebbero di variegare la dieta delle proprie famiglie. Per i 351 membri della comunità l’accesso a frutta, carne e uova è infatti estremamente limitato, perché troppo costoso. 

    Le sfide sono tante e importanti, tuttavia secondo Michele Tufano, cooperante CEFA in Etiopia, le opportunità sono altrettanto evidenti. Il gruppo ha dimostrato una forte coesione interna, senza abbandoni e con una base associativa in continua espansione. Tra i soci è evidente la motivazione a riprendere le attività e stanno già adottando misure per salvaguardare il proprio patrimonio e pianificare un futuro rilancio. Con investimenti mirati in formazione e attrezzature, la cooperativa potrebbe rapidamente tornare operativa e redditizia.

    Per questo motivo, in questi giorni stiamo concludendo il ciclo di formazioni a tutte le cooperative coinvolte. Una risposta mirata per sostenere i bisogni specifici di ogni singola attività produttiva: per migliorare i propri modelli di business, per apprendere le migliori tecniche di panificazione o la produzione di compost e fertilizzanti naturali. Al termine del ciclo, abbiamo distribuito alcuni strumenti: friggitrici, bilance di grandi dimensioni, setacci, kit agricoli. 

    La motivazione delle socie è forte, il desiderio di CEFA di rispondere ai bisogni altrettanto. Per sostenere le opportunità non ancora espresse e realizzate, qualsiasi aiuto può fare la differenza. Una zappa, un forno o una formazione all’uso dei macchinari sono ciò che c’è di più concreto per garantire un’alimentazione sana a Wolisso.