Estate di creatività e consapevolezza: la campagna NASIJ e PRESTo a Sfax e Mahdia
In Tunisia il settore tessile è un pilastro economico fondamentale, che occupa centinaia di migliaia di lavoratori e rappresenta una parte significativa delle esportazioni nazionali. Ma è anche un settore che porta con sé sfide importanti: dall’uso intensivo di risorse naturali come l’acqua, alla produzione di rifiuti e scarti, fino all’impatto ambientale dei processi di tintura e lavorazione.


È proprio a partire da questa realtà che nasce il progetto NASIJ – Nuove Alternative Sostenibili per l’Inserimento dei Giovani nel settore tessile, implementato da CEFA insieme a COSPE e a partner tunisini e italiani, nelle regioni di Sfax, Monastir e Mahdia, e finanziato dalla Cooperazione Italiana (AICS). L’obiettivo è quello di rafforzare la qualificazione e l’impiego dei giovani e delle donne nel settore tessile, ma al tempo stesso di promuovere nuovi modelli di sviluppo più inclusivi e sostenibili, valorizzando pratiche rispettose dell’ambiente e capaci di coniugare occupazione e responsabilità sociale.
Nel mese di luglio, NASIJ ha portato avanti la sua campagna di sensibilizzazione territoriale con due eventi organizzati a Sfax e Mahdia, in collaborazione con le Direzioni regionali dell’impiego e della formazione professionale, numerose associazioni locali e, nel caso di Mahdia, in stretta sinergia con il progetto PRESTo – Promuovere la Resilienza al cambiamento climatico e la gestione Sostenibile delle risorse naturali in Tunisia, anch’esso finanziato da AICS. PRESTo lavora per rafforzare la resilienza delle comunità locali di fronte ai cambiamenti climatici, sostenendo la gestione sostenibile delle risorse naturali, ma anche dando spazio alla creatività giovanile e al ruolo delle associazioni come motore di cambiamento ambientale e sociale.
Le due giornate, che hanno raccolto circa 300 partecipanti, sono state volutamente realizzate sulle spiagge cittadine, per avvicinare i giovani nei loro luoghi di svago estivo e trasformarli in spazi di incontro, creatività e cittadinanza attiva.
Il programma ha offerto attività tanto coinvolgenti quanto significative. Nei laboratori di upcycling, i ragazzi hanno sperimentato la trasformazione di scarti e vecchi abiti in nuovi oggetti creativi ed eco-responsabili: un esercizio che ha dimostrato concretamente come anche i rifiuti possano avere un valore, stimolando riflessioni sulla moda veloce e sul nostro rapporto con il consumo. L’atelier di fotografia ambientale ha invece invitato i partecipanti a usare l’obiettivo come strumento di sensibilizzazione: attraverso tecniche pratiche e riflessioni collettive, i giovani hanno prodotto immagini capaci di raccontare l’impatto ambientale del settore tessile e, al tempo stesso, di proporre nuove narrazioni di moda sostenibile.


Grande entusiasmo ha suscitato il Quiz El Khait, un originale gioco di carte creato dal progetto NASIJ, che ha trasformato il dibattito su moda, lavoro e ambiente in un momento ludico e interattivo, molto apprezzato dai giovani presenti. Le giornate si sono concluse con la proiezione notturna sulla spiaggia di un documentario internazionale sull’innovazione tessile e le pratiche sostenibili, seguita da un dibattito partecipato e arricchente, immersi nella quiete e nell’atmosfera unica del mare di notte.
Accanto a queste attività comuni, ciascun evento ha valorizzato in maniera unica il tessuto locale. A Sfax, il mercato espositivo ha visto protagoniste artigiane e giovani imprenditori, tra cui neo-diplomati del Centro di formazione professionale Mohammed Ali, centro scelto dal CEFA per le sue attività di promozione di innovazione dell’offerta formativa e l’introduzione di nuove attrezzature, attraverso percorsi di formazione dei formatori e collaborazioni con esperti e istituzioni, per rispondere efficacemente alle esigenze tecnologiche e sociali del settore tessile nella regione. Tra i talenti del Mohammed Ali spicca la giovane Khouloud Lasoued, che ha presentato una collezione interamente realizzata con tessuti di scarto, trasformati in capi sostenibili e innovativi.


A Mahdia, invece, è stata Maison Ness a guidare l’animazione con un laboratorio di ricamo sulla spiaggia, che ha visto la grande partecipazione di donne. Lo spazio espositivo ha dato risalto soprattutto a borse, fouta e accessori nati dal riciclo di tessuti, esempi concreti di come la tradizione artigianale possa incontrare i principi dell’economia circolare.
Queste esperienze hanno mostrato come la complementarità tra NASIJ e PRESTo permetta di intrecciare inclusione socio-economica, innovazione giovanile e resilienza ambientale, rafforzando le comunità locali e dando visibilità a chi costruisce ogni giorno un futuro più sostenibile.