Un accesso all’acqua sicura in Somalia
In Somalia la terra è spesso colpita dalla siccità, gli spostamenti forzati hanno cambiato il volto di intere comunità, l’accesso all’acqua potabile rimane una sfida quotidiana.
Per molte famiglie, trovare acqua sicura significa affrontare lunghe attese, cammini faticosi, incertezze che pesano sulla salute e sulla possibilità stessa di costruire un futuro stabile. In questo contesto fragile e mutevole, ogni nuova fonte d’acqua diventa più di un’infrastruttura: diventa una promessa di continuità, di vita, di dignità.
In risposta a queste sfide, con il progetto RICREA negli anni passati abbiamo portato a miglioramenti concreti e duraturi. Ce li ha raccontati Rose Wanyiri, cooperante locale di CEFA.
Riabilitando cinque pozzi superficiali alimentati a energia solare, il progetto ha garantito acqua potabile sicura a 2.380 famiglie, incluse 500 famiglie sfollate, per un totale di 14.280 persone. E sono stati riabilitati 8 km di canali di irrigazione fornendo una fonte di approvvigionamento a 1.138 famiglie. Questi interventi hanno migliorato gli esiti sanitari e ridotto il carico quotidiano della raccolta dell’acqua per donne e bambini, ponendo le basi per comunità più forti e resilienti.
Rose Wanyiri
Un accesso all’acqua sicura significa molto: vuol dire alleggerire il peso silenzioso che grava sulle spalle di donne e bambini, restituendo tempo, sicurezza e possibilità. Vuol dire migliorare le condizioni di igiene e salute, poter costruire latrine VIP per ridurre la trasmissione di patologie infettive tramite l’acqua, distribuire kit igienici e fare formazioni sulla prevenzione delle malattie.


Sull’onda di tutti questi risultati, abbiamo avviato un nuovo progetto per poter garantire continuità rispetto all’intervento e continuare a migliorare l’accesso all’acqua sicura. Perché a partire da qui che si può rafforzare la sicurezza alimentare, promuovere l’uguaglianza di genere e sostenere la resilienza delle comunità locali. Per questo, insieme al partner locale SHARDI, è nato il progetto ARISE.
Rose Wanyiri
Ogni risultato in situazione complesse non rappresenta un punto di arrivo: è l’inizio di un percorso più ampio. Un percorso di sostenibilità, che costruisca interventi duraturi e d’impatto per affrontare la crisi idrica, che nel distretto di Jowhar si vede nei tratti completamente prosciugati del fiume Shabelle.


Per dare continuità, puntiamo a riabilitare sette pozzi superficiali con pompe a energia solare, infrastrutture nelle scuole e nei campi per sfollati e attività di sostegno all’agricoltura resiliente.