Per una Pasqua all’insegna della Speranza
Il cielo un tempo era considerato il luogo da cui proveniva la vita. Il luogo in cui veleggiava la colomba con l’ulivo della pace, il luogo in cui si compiva il miracolo dell’arcobaleno, annunciatore di pace.
Oggi per tanti il cielo è fonte di lutto, con uccelli elettronici portatori di morte. È questo lo sviluppo?
Ho insegnato ai miei nipoti a rivolgersi ancora al cielo come luogo di speranza. Ho insegnato loro a distinguere le fasi lunari: ho detto loro che da secoli ebrei e cristiani attendono la prima luna piena di primavera per celebrare, anche se in modo diverso, la Pasqua, fondamento e segno di Speranza.
Speranza che la morte non abbia l’ultima parola sulla vita. Speranza che al dolore segua la gioia, alla ferita la guarigione, alla guerra la pacificazione. Speranza che alle bombe dal cielo si sostituisca il volo di una colomba. Speranza che questa nostra vita abbia un senso, non sopraffatta definitivamente dalla morte.
Per credenti e non credenti, anche se in modo diverso, la Pasqua possa alimentare la certezza che nessun errore, nessuna colpa, nessuna tragedia è tale da poter essere definitiva. È sempre possibile “risorgere”, combattere il male e con esso la morte.
La Pasqua è un richiamo al trionfo della vita. Ognuno di noi è chiamato a “inserirsi” in questo trionfo per combattere la rassegnazione e moltiplicare i risultati di bene ai quali lavoriamo, così che dal cielo si stenda sulla terra l’ombra protettiva di uno stuolo di colombe col ramoscello d’ulivo nel becco.
Buona Pasqua,
Francesco Tosi – Presidente CEFA
