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Soka Kwa Wote: quando il calcio diventa un linguaggio universale

09/06/2026

    Durante una partita di calcio tante differenze possono scomparire. Non importa la provenienza, la lingua o la bandiera sventolata: con un pallone e un campo da gioco, il tempo si può fermare per lasciare spazio a un’energia in grado di unire davvero le persone

    Sabato 23 maggio 2026 allo Starlight Arena di Dar es Salaam, in Tanzania, grazie al supporto della Delegazione locale dell’Unione Europea abbiamo promosso Soka Kwa WoteFootball for All. Una giornata all’insegna dei valori guida del progetto Kujenga Amani e della sua vocazione profonda: costruire la pace attraverso lo sport, promuovere inclusione, lavoro di squadra, equità di genere e solidarietà con il gioco, il sudore e le celebrazioni.

    Nell’arco della giornata, otto squadre si sono sfidate in un doppio torneo, distinto tra maschile e femminile, con rappresentanti da diversi gruppi della rete di sviluppo locale: membri di organizzazioni della società civile e di ONG internazionali, diplomatici e gruppi giovanili locali. 

    Da un lato, hanno partecipato squadre come Mikumi e Saadani, espressione vibrante delle comunità che ogni giorno lavorano sul territorio. Dall’altro, il Team Europa ha portato in campo diplomatici e personale della Delegazione UE. E accanto ai saluti istituzionali dell’Ambasciatrice Christine Grau, Capo della Delegazione, gli otto Ambasciatori di paesi membri UE si sono sfidati in una sessione di rigori diplomatici

    La partecipazione è stata travolgente: così tanta, che diversi membri della comunità si sono presentati spontaneamente al campo sperando di giocare. Una passione che non poteva restare inosservata dall’organizzazione del torneo, che ha deciso quindi di integrare queste persone all’ultimo momento nelle squadre esistenti. Perché Soka Kwa Wote significa questo: Football for all, il calcio davvero per tutti.

    Ma Soka Kwa Wote non è stata solo un evento sportivo. Durante la giornata, una tavola rotonda moderata con tre relatori ha permesso di dedicare un momento alla riflessione collettiva. Si è discusso di sport, leadership giovanile e cooperazione con la società civile locale, con una grande partecipazione del pubblico che posto domande precise e lanciato una richiesta chiara: il bisogno di avere più spazi comunitari, più occasioni d’incontro tra sport e dialogo.

    A fine giornata, le premiazioni: la squadra Mikumi ha vinto il torneo maschile, mentre Saadani ha alzato la coppa per la competizione femminile. La consegna delle medaglie, tra grandi applausi e celebrazioni piene di vita, ha dato valore alla sensazione concreta più importante: lo sport insieme cambia qualcosa. Costruisce la pace nelle comunità, facendo squadra per giocare dallo stesso lato del campo.