La storia dell’acquedotto di Kiirua
Vi abbiamo spesso raccontato dell’acquedotto di 43 km costruito lo scorso anno a West Pokot, in Kenya. Ma forse non tutti conoscono il primo grande progetto di accesso all’acqua di CEFA.
A fine anni ‘80, Francesco Tosi e Marco Benassi, vicepresidente e direttore di allora, rispondono a una chiamata delle Piccole Suore nella zona di Kiirua, località rurale alle pendici del Monte Kenya. Iniziano a consultarsi con missionari e volontari, analizzano i bisogni locali, l’acqua in questo caso, e coinvolgono dal primo momento tutta la popolazione in maniera attiva e inclusiva, per capire come costruire assieme il progetto.

Dopo anni di studio e costruzione dell’acquedotto, nel 1997 l’inaugurazione del primo rubinetto: la vita nell’area di Kiirua sta cambiando. Gli animali si abbeverano più spesso, le coltivazioni possono essere irrigate maggiormente, l’igiene migliora, la diffusione di malattie come il tifo e il colera cala sensibilmente.
“Prima di questo importantissimo intervento c’erano persone che camminavano fino a 30 km per andare a prendere l’acqua e tornare a casa. Oggi migliaia di famiglie, sono riuscite a cambiare positivamente la loro vita”.
Julius Mutuma, amministratore dell’acquedotto
Risparmiare tempo significa poterne dedicare di più alla propria cura, a coltivare meglio, studiare di più. L’acquedotto ha rifornito le scuole dell’area, ha dato lavoro a tante persone che hanno così acquisito professionalità, frequentando anche corsi e università. Due clan nemici hanno messo fine alle loro lotte, cooperando finalmente per la gestione dell’acqua invece di lottare per l’accesso.


Dopo la conclusione del progetto, nel 2007, la gestione dell’acquedotto è passata in mano al KKWP (Katita Kiirua Water Project), comitato locale composto dai membri dei vari clan. Ed è qui che la storia continua a meravigliare: il seme piantato con il progetto di CEFA è germogliato, portando a una crescita dei numeri d’accesso davvero importante.
Dal 2005 al 2022, le fontane sono passate da 60 a 413, gli allacci privati da 0 a 2127, i consumi complessivi da 10.000 m3 a maggio 2006 a quasi 70.000 nel maggio 2022. I membri che partecipano all’ente di gestione sono 4251, i dipendenti sono 24 e 20 gli occupati temporanei. Le stime ci dicono che quasi 40.000 persone sono rifornite quotidianamente dall’acquedotto. L’area si popola di nuovi residenti, le attrezzature commerciali sono in crescita e ha aperto il primo hotel del territorio.


Diciamo spesso che i numeri da soli non sono abbastanza, ma crediamo anche nella loro capacità di far capire quanto grande possa essere un risultato. Negli anni ‘90 a inizio progetto si diceva che mai nessuno aveva pensato di costruire in tutto il Kenya un acquedotto così grande. Eppure c’è sempre una prima volta.
La chiave che ha reso sostenibile per 28 anni il buon funzionamento dell’acquedotto e la sua crescita esponenziale è il coinvolgimento della popolazione locale. Un’attenzione che in CEFA curiamo in ogni progetto di accesso all’acqua: Kiirua nel 1997, West Pokot nel 2023. I prossimi passi sono possibili attraverso ogni tipo di supporto, dal più piccolo al più grande. Abbiamo numerosi progetti che attendono di diventare le storie di traguardi raggiunti.

Oggi sono tanti gli interventi che sosteniamo con la campagna Acqua per crescere. Dopo il Kenya, in Somalia vogliamo costruire e riabilitare pozzi e servizi igienici in scuole primarie e villaggi. In Tanzania, invece, lavoriamo con le scuole secondarie per creare accesso all’acqua tramite pompe solari e avviare orti scolastici per un’alimentazione sana ed educativa.
Con la tua donazione, possiamo garantire il diritto all’acqua, migliorare la salute, dare nuove opportunità a bambini, famiglie e intere comunità.